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9 Luglio 2025
È un brand che nasce dalla lavorazione del metallo, oggi valorizzata in arredi di classe.
Il Made in Italy è una realtà creativa e produttiva fatta di piccole grandi storie. Percorsi familiari che diventano globali e nel tragitto acquisiscono e consolidano competenze che il mondo ci invidia. Mai perdendo lo stile, l’eleganza e la capacità di distinguersi senza alzare mai la voce. È il caso di Ghidini 1961, brand che oggi associamo all’arredo sartoriale e che non a caso affonda le sue radici nell’artigianato.
Percorrendo la sua strada a ritroso si scopre che il primo nucleo di questa realtà nasce nel 1961, quando Giuseppe Ghidini compie il primo salto: appartiene a una famiglia di artigiani dell’ottone e decide di fondare un’azienda specializzata, la Ghidini Giuseppe Bosco. Il core è la produzione di componenti in ottone per apparecchi illuminanti. È una di quelle aziende italiane molto specializzate, con skill di lavorazione e precisione di altissimo livello: pressofusione, fusione a cera persa realizzata a mano, lavorazione, perforazione, satinatura, sabbiatura e lucidatura, tutto realizzato internamente. E così, con la seconda generazione arriva il secondo salto: nuovi prodotti e mercato internazionale, senza snaturarsi e restando ancorati a quelle radici così salde e irripetibili.
Nel 2016, la terza generazione compie il terzo balzo in avanti, proiettando l’azienda nel futuro: nasce Ghidini 1961, quell’anno contenuto nel nome è la traccia del passato e l’azienda si trasforma dando vita a un catalogo di arredi completo e raffinato con divani, sedie, tavoli, contenitori, librerie e lampade. Lo stile è sofisticato, le rotondità sono un motivo ricorrente e la ricerca dei materiali più pregiati è costante.
Le competenze sviluppate nella lavorazione dei metalli diventano qui un valore aggiunto, un saper fare che consente di dare forma alla creatività dei designer coinvolti nel progetto. Il metallo diventa strumento per dare unicità alle collezioni ma anche una guida per la ricerca sui materiali e sulla loro lavorazione. Dai tessuti al legno, passando per il marmo, la selezione è meticolosa non solo del materiale ma anche della metodologia di lavorazione che assimila l’artigiano a un sarto di alta moda.
E come nell’alta moda il sarto lavora a stretto contatto con lo stilista, anche nel caso di Ghidini si instaura una forte e vicina affinità tra artigiani e designer coinvolti a cui viene data grande libertà di espressione e la possibilità di contare su un know-how di altissimo livello.
La storia aziendale è di quelle significative ma le collezioni sono innovative nella forma e nello spirito: c’è freschezza, sorpresa, ironia, eleganza. L’obiettivo è sorvolare le tendenze e creare qualcosa che duri nel tempo, che possa essere tramandato di generazione in generazione, trovare spazio in una nuova casa e in una nuova vita di chi lo ha scelto. Una forma di sostenibilità che ha alle spalle una conoscenza estrema del modo più corretto di scegliere e lavorare i materiali affinché risplendano a lungo e sempre di più.

Ne è una dimostrazione anche la scelta dei designer coinvolti nelle collezioni, ciascuno con il suo stile personale, slegato dai trend ma in qualche modo, magico, coerente con la personalità glamour e classica del brand. Da Lorenza Bozzoli a Richard Hutten, da Nika Zupanc a Paolo Rizzato, solo per citarne alcuni: designer accomunati dalla capacità di cogliere al volo e valorizzare l’opportunità di lavorare con un’azienda nata e cresciuta grazie al saper fare e con una visione concreta e senza tempo.