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Note studio: il gentle punch fa la differenza

30 Luglio 2025

NOTE Design Studio

Sognare in grande senza perdere di vista la realtà è la filosofia dello studio.

Cristiano Pigazzini è, insieme a Johannes Carlström il fondatore di Note Studio, studio di progettazione con base a Stoccolma. Ha saputo trasformare la sua formazione economica in chiave di lettura del design, una chiave preziosa perché negli anni ha offerto un punto di vista concreto e una visione di lungo periodo che ha nutrito e guidato lo studio. 

Tra le loro collaborazioni ci sono anche Fritz Hansen, Vibia, Audo Copenhagen, Sancal ma anche Hermés. La varietà dei progetti è uno dei tratti distintivi dello studio ma anche la capacità di sognare, come Pigazzini racconta. 

Qual è il vostro il background e com’è nato lo studio? 

Io ho studiato economia a Milano e poi quando mi sono trasferito a Stoccolma, avendo difficoltà a trovare lavoro, mi sono messo a studiare design management mentre il mio partner è un classico interior designer e product designer. Lo studio è nato un po’ un caso, quando io e Johannes Carlström affittavamo una scrivania in uno studio di un designer qui a Stoccolma. Un giorno quel designer ha avuto una richiesta di un progetto un po’ troppo grande per lui e ci ha chiesto se potevamo aiutarlo. Quindi il mio collega lo aiutava come interior designer e io facevo il project manager, che era difficilissimo perché mi mandavano dai costruttori che parlavano solo svedese e io ero agli inizi, quindi il mio svedese era allucinante. Ma durante quel progetto ci siamo resi conto che ci piaceva lavorare in gruppo e quindi abbiamo deciso di fondare lo studio. Concentrandoci inizialmente su product design e interior design e nel giro di poco tempo eravamo sei persone. 

Vibia Musa 7402 Lampada da Tavolo
Vibia Musa 7400 Lampada da Tavolo
Vibia Musa 7402 Lampada da Tavolo

Anche la scelta di restare a Stoccolma in un certo senso è venuto da sé più che da una scelta? 

È stata una scelta legata anche al fatto che mia moglie è svedese e qui ha trovato opportunità lavorative più interessanti e molti più servizi per le famiglie. Qui c’è un sistema che ti aiuta, anche nell’ambito lavorativo, ho passato tanto tempo a Milano, e lì se sei già qualcuno hai possibilità ma se parti da zero è molto più difficile. Mentre qui in Svezia io ero sorpreso ai primi tempi dello studio: non ci conosceva nessuno, ma io potevo trovare il numero di telefono del rettore della scuola d’arte di Stoccolma, chiamarlo e rispondeva. 

Fritz Hansen Pelagus Lettino
Fritz Hansen Pelagus Lounge Chair

A proposito della varietà di progetti a cui partecipate, c’è una categoria che vi rende più felici? 

È difficile dire che c’è una categoria, ma ci sono sogni, progetti che sono sempre stati dei sogni. Ogni anno abbiamo una session in cui ci troviamo tutti e ci chiediamo “qual è il tuo cliente da sogno, qual è il tuo progetto da sogno”? E solo il fatto di parlarne fa si che succedano le cose. Il 90% dei clienti che erano dei sogni e dei progetti che erano dei sogni sono diventati realtà. Ed è una cosa che dico sempre anche a studenti giovani: di non aver paura di pensare o di sognare in grande. Il fatto di parlarne ti aiuta a mettere a fuoco un obiettivo. 

&Tradition Alima NDS1 Carrello Bar

Tra i vostri lavori ci sono naturalmente anche arredi di interni. Secondo te, e secondo quella che è un po’ la filosofia dello studio, c’è una funzione, un materiale, una metodologia che non può mancare in un interno? 

Questa domanda non è facile. Noi abbiamo un termine che chiamiamo “gentle punch”, che è una cosa che usiamo spesso. E significa creare ambienti che siano super accoglienti, ma con un qualcosa che ti colpisce, con qualcosa che ti sorprende. Per noi è un po’ come una filosofia, di dire che dobbiamo sempre pensare a creare uno spazio accogliente, neutrale, che ti fa sentire bene, ma anche con un qualcosa che ti sorprende, un’energia diversa.

Audo Copenhagen Nono Table Lounge
La Chance Bolt Sgabello

Nell’interior design, ha senso parlare di tendenze? 

Le tendenze ci sono sempre, e sono sono create anche dai periodi.  Adesso siamo nella fase della sostenibilità, quindi la scelta dei materiali, la scelta dei colori, basati ad acqua, la durabilità dei prodotti comprare usato.  Le tendenze è importante capirle, e reagire in base a quelle. 

Sancal La Isla Divano

Avevi fatto studi d’economia e poi alla fine sei atterrato nel design. Qual è stata la tua sensazione, soprattutto all’inizio, confrontandoti con questo mondo? 

La mia sensazione all’inizio è stata che tanti designer vivevano nel mondo dei sogni. Ma penso il fatto di essere un attimo più razionale rispetto a quello che un artista o un designer di base è il 90% delle capacità cerebrali vanno nel cercare la forma, l’oggetto, qualcosa di astratto, mentre dal mio punto di vista sono sempre stati i numeri che parlano. Quindi devo dire che è stato un buon approccio, soprattutto con i miei colleghi. Perché io sono sempre stato quello che nel momento in cui ci mettiamo a disegnare qualcosa mi chiedevo perché, per chi lo facciamo, qual è la funzione ultima. E poi senza aver paura di dire a chi lo vendiamo, chi lo compra. Perché tante volte, sai, quando si parla di creatività, quando si parla di design, c’è questa remora a parlare di economia. È quasi un insulto alla creatività, mentre per me era la normalità. Quindi è una buona combinazione. 

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