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Alain Gilles racconta i suoi ultimi progetti

30 Settembre 2025

Alain Gilles

Pronto a sperimentazioni artistiche, Alain Gilles racconta i suoi nuovi progetti per XL Boom e Illulian entrambi molto creativi e dal forte impatto visivo e materico.

In un principio d’autunno in cui le aziende iniziano già a sintonizzarsi sul prossimo Salone del Mobile, Alain Gilles indossa la sua migliore calma e gestisce le scadenze a tessa bassa, consapevole che tanti impegni sono il sintomo di una carriera che funziona, una carriera che lui ha scelto e che ama.

Dopo gli studi in Scienze Politiche e un lavoro nella finanza decide di prendersi una pausa, rimettersi a studiare, questa volta seguendo il suo lato più creativo e quindi approdare al design e nel 2007 apre il suo studio. Tra i sodalizi più decisivi e importanti nella sua carriera c’è quello con Bonaldo per cui nel 2009 firma il Big Table: versatile e accattivante riscuote un grande successo negli anni e diventa un’autentica icona.

Gilles sperimenta con diversi contesti e materiali e tra le novità presentate in occasione dell’ultima edizione di Maison&Objet ci sono le collezioni Nova e Piled per XL Boom. Ma anche i tappeti Gem per Illulian, composizione inedita di forme irregolari ispirate alle pietre preziose.

Nova e Piled sono le due collezioni di vasi in ceramica create per XL Boom, cosa ti trasmette questo materiale in fase creativa e cosa conferisce al contesto in cui è inserita?

Per me la ceramica è libertà, soprattutto in questo tipo di lavorazione in cui viene colata in uno stampo. È come se potessi fare qualsiasi cosa, se dovessi fare la stessa cosa in legno ad esempio sarebbe complicato, costoso e forse impossibile da vendere. In questo caso la ceramica è come la nuova plastica, ma molto più bella, perché hai la libertà di creare quello che vuoi. E per chi inserisce questo materiali nella propria casa il bello è avere qualcosa di molto naturale, di reale, un materiale onesto e tranquillo. 

Passando alla collezione di tappeti Gem per Illulian, si possono definire rivoluzionari dal punto di vista formale e creativo?

La collezione Gem è nata quasi per caso, quando mi è venuta l’idea non stavo lavorando su un progetto per tappeti. Ero in un mercato a Bruxelles, e mi sono imbattuto in una vetrina in cui esponevano pezzi di pietre che avevano forme inaspettate, una sembrava un obelisco, un’altra era interrotta sulla cima. La vetrina in sé era brutta ma sarà stata la luce, il sole che le colpiva a farmi incuriosire e scattare una foto che è rimasta sul mio computer tanto tempo. Poi un giorno sono entrato in contatto con Illulian ed è nata l’idea: la combinazione non scontata di qualcosa di spigoloso come le gemme con qualcosa di morbido come il tappeto e ho iniziato a lavorarci come in un collage. L’idea è inserire questo oggetto all’interno di una camera per creare una dinamica, una direzione, e questo non è molto comune per un tappeto. Certo è diverso dal solito ma sta piacendo molto.

Nel tuo processo creativo ti senti più libero adesso rispetto a quando hai cominciato?

Personalmente mi sento più libero perché ho più opportunità, le aziende si fidano di più, vogliono lavorare con me e ne sono contento. Ma questo porta anche l’aspettativa che tutto ciò che fai diventi un best seller. Devo creare senza sentire questa pressione ma naturalmente se il progetto implica investimenti importanti devo rispettare questo aspetto e la compagnia che sostiene questi investimenti. 

Nel 2022 hai progettato l’installazione Fragilité & Matérialité per RBC Lyon Confluence in cui hai decorato a mano una selezione di arredi iconici disegnati per Bonaldo destinati a un’asta in favore di Enfant Bleu. Si tratta di un intervento artistico: ti piacerebbe dare più spazio a questo tipo di lavoro?

Certo, all’inizio del mio lavoro non potevo, perché non avevo tempo e mi occupavo di tutto da solo. Adesso ho delle persone che mi aiutano e quindi ho più tempo e anche la possibilità di correre qualche rischio. All’inizio sentivo di dovermi focalizzare sul design, e quella era la strategia e quindi dicevo di no ai lavori per le gallerie. E mi piace che ci sia una soglia tra la creazione artistica e la creazione di qualcosa di funzionale.

A differenza di prima oggi accetto che in alcuni casi quello che disegno possa essere leggermente meno funzionale, anche se ancora perfettamente utilizzabile. Oggi sarei pronto a creare qualcosa per le gallerie, ma sempre a patto di avere qualcosa da dire. C’è voluto del tempo ad accettare il mio lato artistico.