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Fatto per gioco: quando il design scherza con le forme e gli effetti visivi

15 Febbraio 2021

Mezzadro by Zanotta

I grandi designer amano giocare e ce lo dimostrano questi progetti iconici carichi di ironia e scherzi visivi.

Come in un carnevale, gli oggetti si travestono per strappare un sorriso a chi li utilizza, senza mai derogare al loro profilo funzionale. È così che si divertono i designer, che dimostrano la loro capacità di scherzare con il fuoco, di spogliare i progetti della loro veste seriosa e impegnata e trarci quasi in inganno: perché dietro questi arredi e accessori, all’apparenza giocosi, si nasconde una solida progettazione. Solo questa, infatti, consente di spingersi oltre, di sperimentare e di scherzare, senza la paura di perdere credibilità. Il risultato? Molto più che un “conversation starter”, perché questi progetti sono qualcosa di sorprendente di cui parlare ma anche degli impeccabili elementi funzionali su cui poter contare. Dalle sedute, ai tavoli, passando per l’illuminazione, ecco alcuni progetti per portare questi “giochi d’autore” nelle nostre case.

Mezzadro di Achille & Pier Giacomo Castiglioni per Zanotta

I fratelli Castiglioni disegnano lo sgabello Mezzadro nel 1957 e sarà messo in produzione, da Zanotta, nel 1970. Può essere considerato come un’espressione della pop art nell’arredamento, dal momento che unisce elementi di uso popolare e li trasforma in elemento di design iconico e radical chic. Ed ecco che in un salotto elegante può fare il suo ingresso disinvolto un sedile in lamiera che ricorda quello del trattore agricolo.

Plopp di Zieta 

Sembra un palloncino di alluminio ma in realtà è uno sgabello che nasconde un percorso di ricerca applicata all’ingegneria produttiva di tutto rispetto. Lo sgabello Plopp è infatti realizzato con la tecnologia FIDU, sviluppata al Politecnico di Zurigo, che consente di saldare due fogli di acciaio e poi gonfiarli, proprio come un palloncino. Il risultato è una struttura leggera e dal design unico nel suo genere.

Womb Chair di Eero Saarinen per Knoll

Un cesto pieno di cuscini è l’ispirazione che Florence Knoll dà a Eero Saarinen per progettare questa seduta, che nasce, dunque come un nido morbido in cui rifugiarsi. Lo stile è quello scandinavo di Saarinen, reso più vivace e giocoso dai colori in cui la Womb è disponibile, insieme al suo poggiapiedi.

Tour di Gae Aulenti per FontanaArte

Quattro regolamentari ruote da bicicletta su cui poggia un piano di cristallo: Gae Aulenti, gioca con gli oggetti trasformando un mezzo di locomozione, votato dunque al movimento e alla vita all’aperto, in tavolo. È l’evoluzione ideale e giocosa di Tavolo con ruote, precedentemente progettato dallo stesso architetto, ma come tavolino basso. 

Vidun di Vico Magistretto per De Padova

Il tavolo disegnato nel 1987 da Vico Magistretti è innanzitutto un gioco di parole: Vidun, infatti è il milanese per “grossa vite” e infatti, il gioco retorico di questo progetto consiste proprio nel far assumere a una vite proporzioni così grandi da poter sorreggere il piano di cristallo del tavolo. “È sempre il dettaglio concettuale che attira l’attenzione della gente” diceva Magistretti e questo tavolo ne è la dimostrazione.

Luzy di Ingo Maurer

Ingo Maurer è stato un designer dichiaratamente votato al gioco e la lampada Luzy, costituita da un guanto che punta verso una semplice lampadina poteva essere concepita solo da una mentalità libera e anticonvenzionale come la sua. 

Elmetto di Elio Martinelli per Martinelli Luce

La lampada da tavolo e da comodino Elmetto è pensata da Elio Martinelli nel 1976 come una lampada “amica”. Il grande pulsante nel corpo centrale rende immediata l’accensione anche al buio e anche il riflettore si orienta in modo immediato per coprire la fonte di luce e creare un’illuminazione all’occorrenza più tenue.

Zanotta Mezzadro
Alessi Cavatappi Anna G. by Alessi
Ingo Maurer Luzy
Knoll Womb
Martinelli Luce Elmetto
De Padova Vidun Round
De Padova Florinda
Zieta Plopp