Le architetture domestiche di Aldo Rossi in mostra a Milano

31 Maggio 2022

I progetti d’arredo dell’architetto milanese che ha portato l’essenza dell’urbanistica fin dentro casa

Dalla scala architettonica e urbana a quella domestica senza soluzione di continuità. È questa la prima impressione che si ha guardando ai progetti di Aldo Rossi designer, protagonista, fino al 2 ottobre, di “Aldo Rossi. Design 1960-1997”: una mostra monografica ospitata dal Museo del ‘900 di Milano, a cura di Chiara Spangaro. Milanese, laureato al Politecnico di Milano, Rossi inizia la sua pratica da architetto al fianco di Ignazio Gardella e Marco Zanuso svolgendo anche attività accademica con la scuola di urbanistica di Ludovico Quaroni. Nel 1966 pubblica “L’architettura della città”, una pietra miliare della materia. Nel 1990 è il primo italiano in assoluto a vincere il Pritzker Prize.

Le sue architetture urbane sono razionali e rigorose, strettamente legate alla funzione e caratterizzate da una suggestione austera e monumentale. Nel tradurre questa estetica nel linguaggio del design degli interni, Rossi alleggerisce la sua poetica dando vita a una serie di arredi e accessori familiari, in alcuni casi ironici, sempre iconici. E sempre impeccabili dal punto di vista progettuale. La mostra milanese è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con un saggio di Domitilla Dardi: è la prima raccolta completa dei progetti e prototipi della produzione di Rossi dedicata al design. Eccone alcuni rimasti nel cuore e nella storia dell’architettura.

Cabina dell’Elba, 1980, Bruno Longoni Atelier d’Arredamento

“La cabina è una piccola casa: è la riduzione della casa, è l’idea di casa”: con questa suggestione Aldo Rossi introduce uno dei suoi progetti più forti dal punto di vista visivo e concettuale. La cabina dell’Elba, disegnata nei primi anni ’80 e prodotta da Bruno Longoni Atelier d’Arredamento. La funzione è quella di mobile contenitore ma assolve anche il ruolo di scenografia evocativa dell’estate, del mare, della vacanza. L’intento è introdurre un elemento per trasformare l’interno domestico in paesaggio con un colpo di teatro: un armadio che subito si fa amare grazie al suo aspetto informale e familiare. È il dialogo tra interno ed esterno a cui Rossi ambisce in tutti i suoi progetti di design ma è anche un modo per tradurre in uno stile informale il rigore progettuale che caratterizza i suoi lavori architettonici. Ci sono tutti gli elementi della classica cabina da spiaggia: “Le cabine – scriveva Rossi nella sua Autobiografia Scientifica – possiedono rigidamente quattro pareti e un timpano; vi è nel timpano qualcosa che non è soltanto funzionale, come allo stesso modo esso presuppone una bandiera e presuppone il colore. Il colore a strisce è una parte integrante, riconoscibile, forse la parte più dichiaratamente architettonica”. Dalle sue parole emerge la sua ampia visione dell’architettura, una visione in cui anche le strisce e i colori assumono un ruolo che va ben oltre il semplice decoro.

Piroscafo, 1991, Molteni & C.

Dalla fabbrica di cioccolato Perugina al mobile contenitore: negli anni ’80 Aldo Rossi viene chiamato a riqualificare uno stabilimento dell’industria dolciaria per trasformarlo in sede della Regione Umbria. Un decennio dopo, grazie anche alla sollecitazione dell’amico Luca Meda, la facciata di quella fabbrica diventa lo spunto formale per disegnare per Molteni & C. il mobile contenitore Piroscafo. Si tratta di un altro esempio di come Rossi viaggiasse dalle grandi alle piccole architetture utilizzando gli stessi strumenti progettuali dando vita ad arredi impeccabili e anche iconici. Libreria, madia, dispensa: Piroscafo è un mobile con più opportunità di utilizzo e un’estetica che è allo stesso tempo elegante e familiare.

La Cupola, 1988, Alessi

Dall’edificio alla caffettiera? Aldo Rossi compie anche questo viaggio di continuità formale nel progettare La cupola, iconica caffettiera prodotta da Alessi che evoca proprio le architetture di una cupola. In particolare si ispira alla cupola ottocentesca della chiesa di San Gaudenzio da Novara, progettata da Alessandro Antonelli. Una risposta raffinata alla classica moka, che porta bellezza e cura nel gesto quotidiano del caffè.

Molteni & C. Piroscafo libreria
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