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17 Agosto 2026
Tra heritage, sistemi ad alta integrazione e soluzioni per interni e outdoor, Best of Castaldi 2026 racconta una cultura progettuale che mette la luce al servizio dell’architettura.
Non una semplice raccolta di novità, ma una lettura trasversale di quasi novant’anni di ricerca sulla luce. Best of Castaldi 2026 riunisce icone storiche, sistemi tecnici e soluzioni contemporanee in un percorso che attraversa interni, architettura e paesaggio. Heritage, Ceiling, Track Systems e Outdoor diventano così quattro prospettive su una stessa idea: una luce controllata, tecnicamente rigorosa e capace di abitare l’architettura con naturalezza.
Una cultura progettuale, prima ancora che una selezione
“Light is our mission”, storico motto del marchio Castaldi, apre Best of 2026. Poco dopo, “Light for every space” — titolo della sezione dedicata all’architettura — accompagna un percorso in cui la luce passa dagli interni alle facciate, dai percorsi agli spazi aperti. Più che una dichiarazione programmatica, è la chiave di lettura dell’intera collezione: considerare la luce come parte integrante dell’architettura, indipendentemente dalla scala o dal contesto.
Da qui nasce una selezione che tiene insieme memoria e ricerca, apparecchi visibili e presenze più discrete, sistemi per interni e soluzioni destinate al paesaggio. Il filo conduttore è un modo di intendere il design, più che una forma o una tecnologia specifica.
Heritage: evolvere senza perdere identità
La sezione Heritage affida a Egeo, Sosia e Tortuga il compito di raccontare questa continuità.
Egeo, pensato nel 1960 per illuminare le banchine del porto di Brindisi, conserva ancora oggi la silhouette compatta e la caratteristica apertura luminosa inclinata a 45°. Materiali e tecnologia si sono evoluti, fino alle attuali versioni LED e alla nuova declinazione indoor, mentre il segno originario è rimasto riconoscibile.
Lo stesso principio attraversa Sosia e Tortuga, due progetti nati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta e ancora presenti nella collezione. L’Heritage di Castaldi non guarda quindi al passato come repertorio da conservare, ma come materia progettuale ancora capace di trasformarsi.
Verso una presenza sempre più discreta
Se Heritage racconta ciò che resta, le sezioni Ceiling e Track Systems mostrano invece come la tecnologia possa arretrare gradualmente rispetto al contesto.
La famiglia Hop-e lavora su diversi livelli di integrazione, fino alle versioni trimless che riducono al minimo il segno dell’apparecchio. Con Hop-s, la miniaturizzazione diventa ancora più radicale: un incasso estremamente compatto, pensato per contesti in cui anche lo spazio tecnico più ridotto diventa parte del disegno complessivo.
La stessa ricerca continua nei sistemi su binario. Track, Microtrack e Nanotrack passano da una struttura più dichiarata a una presenza sempre più sottile, riducendo progressivamente il segno dell’infrastruttura a favore della percezione luminosa. Binari, ottiche e moduli si trasformano così in un sistema flessibile, capace di adattarsi all’architettura senza imporsi su di essa.
Dall’interno al paesaggio
All’esterno, il principio rimane invariato ma cambia scala. Snap concentra l’attenzione sulla precisione del fascio, Tellux sull’integrazione nelle superfici, mentre Rosebud, Nail, Disc e On costruiscono relazioni più esplicite con percorsi, vegetazione e architettura.
È forse qui che “Light for every space” acquista il significato più ampio: non una luce pensata per occupare lo spazio, ma per interpretarlo, accompagnandone geometrie, materiali e profondità.
Un unico progetto, attraverso il tempo
Fondata nel 1938 da Enrico Castaldi, l’azienda ha costruito il proprio percorso intorno al dialogo tra ricerca tecnologica, qualità costruttiva e cultura del progetto. Best of Castaldi 2026 restituisce questa storia senza trasformarla in una cronologia, mettendo sullo stesso piano prodotti nati oltre sessant’anni fa e sistemi sviluppati per l’architettura contemporanea.
A unirli è una stessa domanda: come può la luce diventare parte dell’architettura senza sovrapporsi ad essa?
Best of Castaldi 2026 sembra trovare la risposta proprio nella continuità. Tra memoria e innovazione, presenza e sottrazione, interno e paesaggio, la luce resta il vero elemento che tiene insieme il progetto.