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14 Ottobre 2025
Terrazzo Quarry è la collezione di Poltronova firmata dalla designer inglese Bethan Laura Wood: è il primo progetto del brand non proveniente dal suo archivio storico.
Allieva della Royal Academy of Arts di Londra, dove è seguita da Jurgen Bey e Martino Gamper, Bethan Laura Wood apre il suo studio nel 2009 e rapidamente si afferma sulla scena del design internazionale progettando arredi, accessori, gioielli e sperimentando collaborazioni di ampio respiro.
CC-Tapis, Cassina, Perrier Jouet, Rosenthal, solo per citarne alcune.
Colorata, eclettica, misteriosa, Bethan ha presentato in anteprima assoluta a Edit Napoli, fiera del design curatoriale, la sua collezione per Poltronova: “Terrazzo Quarry”. Una collezione molto importante perché è la prima volta che Poltronova mette in catalogo un progetto totalmente nuovo e non proveniente dal suo archivio storico. Alla designer, dunque, l’onore di avviare una nuova fase per Poltronova, un brand dalla forte personalità che sembra fondersi alla perfezione con lo stile di Wood, a suo modo radicale e unico. Non a caso il Design Museum di Londra le dedica una mostra personale fino al 25 gennaio: 70 oggetti che raccontano non solo le sue collezioni ma anche il suo processo creativo.
Come è nata la collaborazione con Poltronova e cosa ti ha colpito di questa azienda storica?
Conoscevo Poltronova e io stessa ho usato lo specchio Ultrafragola in molti miei progetti ma in realtà ci ha messo in contatto CC Tapis in occasione di una collaborazione.
Il primo progetto che ho fatto per Poltronova è stato un pattern decorativo per Superonda, quindi lavorando su una collezione storica dell’azienda. Il pattern si ispirava al terrazzo veneziano per il quale avevo sviluppato quasi un’ossessione dopo una residenza che avevo fatto con la Fondazione Claudio Buziol. Da qui è nato il desiderio di creare un sistema di sedute con un taglio più contemporaneo e spigoloso rispetto a Superonda: Terrazzo Quarry è realizzato proprio dando dei tagli particolari a un’unica estrusione di schiuma poliuretanica, rivestita, appunto con questo pattern ispirato al terrazzo veneziano ma con un accento psichedelico e anni ‘60.
Ho lavorato molto con Poltronova sulle forme e sugli angoli di queste sedute, prendendo ispirazione dai cristalli e dalle rocce che del resto sono parte stessa del terrazzo veneziano.

Trasmetti molto di te stessa e della tua personalità agli oggetti che disegni. È un processo creativo che ti ricarica oppure, al contrario, assorbe tutte le tue energie?
Il mio lavoro e la mia individualità si mescolano e quando studiavo i miei tutor, Jurgen Bey e Martino Gamper, mi hanno sempre incoraggiato a mettere me stessa nel mio lavoro. Si può dire che abbia trovato un equilibrio tra l’espressione della mia identità e il poter essere partner di un’azienda. Quindi alla fine il lavoro mi trasmette energia, cerco di non sovrapporre troppe cose e sicuramente ogni tanto occorre una pausa.

Il tuo profilo creativo ha un lato molto artistico: esiste un confine tra arte e design?
Il design non deve essere necessariamente separato dall’arte, il design è una disciplina ampia che si esprime in modi diversi. E non deve per forza essere una produzione di massa perché la realtà è che non abbiamo bisogno di molte cose.