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Bibendum compie 100 anni: la poltrona di Eileen Gray che ha ridefinito il linguaggio del design

19 Agosto 2026

ClassiCon Bibendum - Limited Edition

A un secolo di distanza, Bibendum ha ancora qualcosa da dire sul modo in cui vivere gli spazi.

Ci sono oggetti che il tempo non riesce a invecchiare. Non perché restino immutati, ma perché non smettono mai di dialogare con il presente. Uno di questi è Bibendum, la poltrona disegnata da Eileen Gray nel 1926: una seduta che, a cent’anni dalla sua nascita, conserva intatta la sua capacità di sorprendere, di mettere in discussione le convenzioni e di rappresentare un’idea alternativa di modernità.

In un’epoca in cui la precisione geometrica del Bauhaus e l’estetica della macchina dominavano il dibattito tra architetti e designer, Eileen Gray disegnava una poltrona che celebrava la morbidezza, il comfort e le forme sinuose e sensuali. E non si trattava solo di design, ma anche di cultura.

ClassiCon Bibendum Poltrona – Limited Edition

Progettata nel 1926 per Jean Désert, la galleria e showroom parigino di Gray, Bibendum prende il nome dall’iconico Omino Michelin, la cui iconica sagoma a cilindri sovrapposti ha ispirato la composizione così distintiva della poltrona. Grandi cuscini tubolari imbottiti si dispongono ad avvolgere la seduta, trasformando un riferimento industriale in un’espressione di comfort domestico. Le sue curve generose contrastano volutamente con i volumi ortogonali del primo modernismo, mentre l’esile struttura in tubolare d’acciaio conferisce leggerezza visiva a una forma tutt’altro che minuta. Alcuni storici del design hanno inoltre letto nella poltrona una sottile ironia nei confronti della tradizionale club chair da gentiluomo, a lungo associata a spazi esclusivamente maschili.

Il significato duraturo di Bibendum sta nella sua capacità di racchiudere molte delle tensioni culturali degli anni Venti: il dialogo tra arte e industria, tra decorazione e funzione, tra sperimentazione formale e vita quotidiana. Sebbene sia diventata una delle icone più riconoscibili del design del Novecento, la poltrona continua a risultare sorprendentemente attuale.

ClassiCon Bibendum Poltrona – Limited Edition

La sua storia rispecchia anche la riscoperta critica della stessa Eileen Gray. Messa in ombra per decenni dalle grandi figure del Movimento Moderno, Gray ha dovuto attendere la seconda metà del Novecento per vedere il proprio contributo pienamente riconosciuto. Oggi, non a caso, Bibendum è considerata una delle sue opere più rappresentative, e gli esemplari originali della poltrona sono diventati veri pezzi da collezione, di grande valore. Un primo esemplare di Bibendum, realizzato da Gray per lo showroom parigino della galleria, è stato battuto all’asta nel 2020 per 687.500 dollari.

ClassiCon Bibendum Poltrona – Limited Edition

Per celebrare il centenario della poltrona, ClassiCon, che detiene la licenza per la produzione dei mobili di Eileen Gray, ha realizzato un’edizione speciale di 100 esemplari, ciascuno accompagnato da un certificato di autenticità e da un numero inciso sulla struttura. Ma il centenario di Bibendum non è solo l’occasione per celebrare un’icona del design: è anche un’opportunità per tornare a riflettere sulle ragioni che l’hanno generata. In un’epoca dominata dal bisogno di velocità ed efficienza, l’opera di Eileen Gray ci ricorda che il design che dura nasce sempre dalla comprensione di come abitiamo lo spazio, non dalla velocità con cui lo produciamo.

Forse è proprio questa la ragione per cui Bibendum continua a parlarci anche a distanza di cent’anni. Non perché non sia cambiata, ma semplicemente perché continua a porre domande senza tempo: che tipo di relazione desideriamo avere con ciò che ci circonda? In che modo lo spazio influenza il modo in cui viviamo, comunichiamo, ci sentiamo a casa?

Le grandi icone del design non sopravvivono come monumenti, ma come organismi vivi. E Bibendum, con la sua straordinaria combinazione di audacia formale, comfort e umanità, dimostra ancora una volta che è solo attraverso l’intramontabilità che il design può davvero trascendere se stesso.