Le interviste di MOHD: Ionna Vautrin e le nuove edizioni della lampada Chouchin di Foscarini

24 Settembre 2021

Ionna Vautrin

La designer francese spiega il suo rapporto con la luce e si racconta attraverso uno dei suoi più importanti progetti

Ionna Vautrin è nata nel 1979 in Francia. Dal 2002 ha lavorato per Camper in Spagna, per George J. Sowden in Italia e per Ronan & Erwan Bouroullec in Francia. Il suo lavoro è un incontro tra l’industria e la poesia. Disegna oggetti di uso quotidiano la cui ambizione è quella di essere semplici e familiari, ma sorprendenti. I suoi progetti sono una combinazione di forme geometriche e organiche, spirito giocoso e colorato, una presenza calda e familiare.

1) Può parlarci della sua carriera e del suo primo lavoro come designer?

Dopo aver conseguito il diploma in design industriale nel 2002 presso l’Ecole de design Nantes Atlantique, volevo acquisire una solida esperienza lavorando in un’ampia varietà di settori. Ho iniziato quindi presso Camper in Spagna per la quale ho disegnato diverse collezioni di scarpe. Sono poi entrata a far parte dello studio di George J. Sowden a Milano dove ho contribuito allo sviluppo e progettazione di elettrodomestici per Moulinex e Tefal. Infine, ho avuto l’opportunità di assistere Ronan & Erwan Bouroullec a Parigi in tutti i loro progetti. Nel 2011 ho iniziato la mia carriera come designer indipendente con l’uscita della lampada Binic per Foscarini! Il suo successo ha aperto le porte a molti progetti e collaborazioni che vanno avanti ormai da più di 10 anni.

2) Se dovesse definirsi come designer come si descriverebbe?

Penso di essere una designer intuitiva, spontanea, entusiasta e vicina al grande pubblico. Direi che i miei progetti sono spesso semplici, funzionali, familiari, antropomorfi, colorati e sensuali.

3) Qual è il suo rapporto con la luce?

Vivo in una casa progettata per vivere al ritmo della luce del sole. La luce ha quindi un posto privilegiato nella mia vita quotidiana. È piuttosto complesso disegnare qualcosa di così astratto come la luce. La creazione dell’illuminazione richiede un approccio molto particolare: allo stesso tempo tecnico, simbolico e scultoreo secondo me. Più che una sedia o un divano, la luce si riferisce a un universo molto sottile che tocca le emozioni con la sua dolcezza, il suo calore e la sua intensità.

4) Ci parli della genesi della famiglia di lampade Chouchin di Foscarini.

La lampada Chouchin prende il nome dalle lanterne di carta e bambù dell’illuminazione tradizionale giapponese: vengono utilizzate come insegne luminose fuori dai locali e come portafortuna all’ingresso delle case. Reinterpretate in chiave contemporanea, queste lampade a sospensione prendono in prestito tutta la magia e la poesia di questo universo etereo e simbolico. Inizialmente, il design di questa collezione proponeva una semplice bolla di vetro soffiato molto colorata, coronata da un anello bianco e luminoso nella sua parte inferiore.

5) Ci racconta le caratteristiche e le peculiarità della nuova edizione della lampada Chouchin?

La collezione si è evoluta in un’espressione di luce più diretta, più vicina al riferimento iniziale: le lanterne di carta giapponesi. La parte curva del diffusore a sospensione ora è bianca e luminosa una volta accesa, invece l’anello che ne sottolinea il design è più discreto e più raffinato. Questa nuova versione porta la collezione verso un’estetica più classica e senza tempo.

6) Che cosa la ispira di più o in quale momento della giornata si dedica alla creazione?

Non ho un rituale creativo specifico. Organizzo il mio tempo secondo le necessità o secondo le richieste che mi vengono fatte. Ora vivo in campagna, che è per me grande fonte di ispirazione. Ovviamente anche il lavoro di molti artisti, designer e architetti mi ispira. Ma più spesso sono gli archetipi o gli oggetti dimenticati ad essere il punto di partenza delle mie riflessioni creative.

7) Dopo l’evento del SuperSalone di settembre, che significato ha per lei il Salone del Mobile di Milano?

Il Salone del Mobile di Milano è la celebrazione dell’arte di vivere secondo una moltitudine di culture, l’elogio dei mestieri legati al design, la celebrazione del nostro ambiente domestico. A volte può anche creare un effetto di saturazione, dovuto all’abbondanza di proposte e creazioni esposte. Personalmente, mi rende consapevole del mio ruolo di designer e del significato e della direzione che il mio lavoro potrebbe assumere in futuro.

8) Cosa può anticiparci dei progetti dei prossimi mesi?

Quest’anno ho conseguito un diploma di tecnica di lavorazione della ceramica. Sto quindi pensando di far convivere la mia attività di designer industriale con quella di designer artigiano. Sto lavorando inoltre ad alcuni progetti, come ad esempio uno specchio chiamato “Lucarne” per l’editore francese Moustache. Ad ogni modo, la maggior parte dei miei progetti attuali vedrà la luce non prima del 2022!

Foscarini Chouchin White
Foscarini Chouchin Reverse 2
Foscarini Chouchin Reverse 1
Foscarini Chouchin Semi Applique



Mohd
Officina Milano

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