Monica Armani: femminile, contemporanea e con l’architettura nel DNA

30 Marzo 2023

Monica Armani

Le sue priorità? La gestione dello spazio e l’”equazione del dettaglio”

“Ho imparato tanto da mio padre che è stato un architetto razionalista e mi diceva che non bisogna mai essere pigri: se un progetto non ci soddisfa bisogna rimetterci le mani e questo vale nell’architettura così come nel design. E oggi che ho più esperienza mi rendo conto che sono anche più veloce a capire se qualcosa non funziona. È un lavoro di cesello”. Quando Monica Armani racconta se stessa e la sua professione di architetto e designer ama citare il padre e l’influenza che ha avuto nello sviluppare il suo stile e il suo metodo. Che si manifesta in progetti puliti, eleganti, essenziali ma con l’anima. Da cui traspare la competenza e un gusto riconoscibile, oltre le tendenze.

Monica Armani

In base alla sua esperienza come si instaura la giusta relazione tra lo spazio e gli arredi che contiene?

Sia nell’architettura che nel design cerco sempre di creare spazi e oggetti che abbiano una lunga vita. Questo è il mio mantra e porta con sé anche un’idea di sostenibilità per cui se disegni un prodotto che le persone amano per molti anni, non verrà buttato via e sostituito e questo è molto bello. In più non sono portata a creare oggetti legati troppo alle mode, mi piace che un prodotto abbia delle caratteristiche nel suo DNA, attraverso cui traspare un pensiero forte e che lo renda il più possibile duraturo.

Tosca by Tribù
Collezione Tosca di Tribù

Questo implica un coordinamento di tutti i dettagli che io ho chiamato “equazione del dettaglio”: quando riusciamo a coordinare più dettagli possibili l’uno con l’altro, individuando un linguaggio omogeneo, questo progetto avrà una lunga vita. Quindi bisogno molto soffermarsi, con attenzione, su tutti i vari dettagli ed elementi. Ciò che non mi piace è l’architettura “cataloghista”: si sfogliano i cataloghi delle aziende e si fa un patchwork. Questo secondo me è un errore: bisogna lavorare con le aziende ma anche avere una voce forte, io cerco di disegnare il più possibile affinché le mie architetture siano autentiche.

Quali sono i valori che porta avanti nei suoi progetti architettonici e di design?

Lo spazio vince sempre: vale di più un interno tagliato bene, magari con meno metri quadri, di un grande spazio tagliato male. L’ampiezza vale fino a un certo punto, ciò che conta è come la pianta viene gestita. Io cerco sempre di liberare, di fare un interior pulito, essenziale. E lavoro tanto con le linee di cintura: se ho i serramenti che arrivano a una certa altezza uso quell’altezza come riferimento. Perché ho imparato da mio padre a lavorare sulle griglie in pianta e anche in alzato perché ti dà il ritmo ed è un punto di riferimento per lo sguardo. Mi piace anche creare un limbo, ad esempio quando posso uso un solo pavimento per tutta la casa. E creare un ambiente neutro che poi si presta ad accogliere tutti gli oggetti d’arredo.

wgs by gallotti e radice
Scrivania WGS di Gallotti&Radice

Pensando ai suoi progetti per l’outdoor: come si è evoluto questo settore negli ultimi anni?

Quando ho iniziato, con Tribù, nel 2013, la collezione Tosca è diventata un riferimento e le vendite continuano a crescere mentre normalmente un prodotto dopo qualche anno si assesta. Probabilmente questo è dovuto in parte alla pandemia che ci ha fatto capire che possiamo vivere i nostri spazi privati in maniera migliore e arredandoli in modo più adatto. E gli spazi esterni, come balconi, giardini, terrazzi e porticati sono importantissimi e infatti la maggior parte delle aziende, anche molto grandi ha iniziato a interessarsi a questo ambito. Perché è un mercato che ancora è in espansione. Il mio progetto Tosca era molto focalizzato sul tessile con un effetto molto couture che lo fa assomigliare a un prodotto da interno. E oggi tutte le aziende propongono prodotti che sembrano quasi da interno grazie anche allo sviluppo di tessuti tecnici. Fino a qualche anno fa era impensabile, ad esempio, usare un velluto per l’esterno. C’è grande possibilità anche per i professionisti che si approcciano a un progetto per gli interni.

Tosca by Tribù
Collezione Tosca di Tribù

Cosa si aspetta dalla prossima edizione del Salone del Mobile?

Sarà sicuramente un’edizione importante perché si trona ad aprile, c’è grande aspettativa. Ci dovremo riorientare nel nuovo layout della fiera. In questi anni di stress per tutti, le aziende si sono molto digitalizzate, hanno sperimentato nuove modalità di comunicazione e dobbiamo capire questo come influenzerà la fiera. E come la fiera entrerà in relazione con ciò che succede in città.

Falir O by B&B Italia
Seduta Flair O’ di B&B Italia

Come descriverebbe la sua casa?

Vivo a Trento, in una casa che ho disegnato io su un terreno di famiglia. Io sono al piano terra, intorno ho un giardino e mia sorella è al piano di sopra. Qui ho voluto sperimentare molti concetti che professo, quindi ho un pavimento in rovere in tutta la casa, pareti bianche, porte finestre da cui vedo il giardino per cui interno ed esterno sono tutt’uno. C’è una pianta molto aperta, la divisione degli spazi avviene attraverso armadi non a tutta altezza con una luce integrata dimmerabile per cui la fonte di luce scompare. E ho fatto delle quinte per accedere da un ambiente all’altro. Avendo armadi più bassi delle pareti si riesce a leggere tutto il soffitto e questo rende l’ambiente più ampio e aperto.

Collezione Nomad di Tribù
B&B Italia Allure O’ Tavolo Outdoor
B&B Italia Flair O’ Sedia Outdoor
B&B Italia Madison Specchio
Tribù Nomad
Tribù Tosca
Tribù Tosca Divano
Gallotti&Radice WGS Scrivania

Mohd
Atelier

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15-21 aprile

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