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Marco Marin racconta l’evoluzione di illuminazione e arredo outdoor

26 Maggio 2021

Chiaramonte Marin

Fondatore con Alfredo Chiaramonte dello studio ChiaramonteMarin ha un’esperienza trentennale nel settore dell’arredo outdoor di cui conosce ogni segreto

Nel 1989 Marco Marin e Alfredo Chiaramonte fondano lo studio ChiaramonteMarin. Insieme formano progetti di spessore per aziende come Bonaldo, Cattelan Italia, Miniform, Nason Moretti, Vistosi e soprattutto Emu con cui portano tuttora avanti una imponente collaborazione. Hanno dunque un punto di vista privilegiato e competente sull’evoluzione dell’arredo outdoor, una categoria in fortissima crescita negli ultimi anni sia dal punto di vista della qualità che dal punto di vista della varietà dei progetti. Un altro settore di elezione dello studio è l’illuminazione e tra le ultime collaborazioni in questo campo c’è quella con l’azienda belga Hind Rabii per la quale ha firmato la lampada Infinity.

Come è nata la lampada Infinity progettata per Hind Rabii?

Siamo partiti dall’idea di progettare un apparecchio che diffondesse la luce in modo non concentrato, con questo obiettivo abbiamo ricercato la soluzione migliore insieme all’ufficio tecnico dell’azienda. La lampada è composta da una struttura metallica, un treppiede su cui è agganciato il diffusore, attraverso uno snodo che consente di direzionare la luce. Il diffusore è composto da una calotta in fibra di vetro e da un pannello in barrisol curvato attraverso un trattamento termico.

Nella progettazione della luce esiste l’equilibrio tra estetica e funzionalità oppure la lampada finisce per tendere verso l’uno o l’altro aspetto?

C’è stata una fase in cui le aziende hanno scelto di portare al minimo la cura dell’estetica della lampada focalizzandosi sugli aspetti estetici forse ad un livello eccessivo. Adesso direi che siamo più in una fase di ricerca della lampada come oggetto scultoreo, spesso anche di grandi dimensioni. Fermo restando che questi oggetti devono comunque svolgere la loro funzione e quindi illuminare in modo adeguato.

Come è cambiato, o comunque si è evoluto, il design per l’outdoor negli ultimi anni?

Divano Marcel di Emu

Collaboriamo con EMU da quasi trent’anni ormai e abbiamo assistito alla trasformazione che il mobile da giardino ha avuto. Innanzitutto il giardino – o comunque lo spazio esterno – è diventato un vero e proprio prolungamento dell’interno e quindi ha assunto una valenza maggiore. Questa evoluzione, che era già in atto da qualche anno, ha sentito un’accelerazione in seguito alla pandemia che ha portato ad apprezzare e a utilizzare ancora di più lo spazio esterno. E questo si è riscontrato anche nell’incremento delle vendite di arredi, anche di piccole dimensioni, destinati all’outdoor, sia nel privato che nel contract. Questo vale sia per gli arredi che per l’illuminazione: se prima le lampade da esterno servivano solo a fare luce, adesso vengono considerate anche per la loro capacità di arredare lo spazio.

Dal punto di vista qualitativo che evoluzioni ha avuto il mobile outdoor?

Divano Marcel di Emu

Tendenzialmente chi acquista arredi per l’esterno li tiene almeno parzialmente protetti e non completamente esposti alle intemperie. Ma ci sono materiali che effettivamente resistono perché sono lavorati in modo particolare e si tratta sia di metalli che di tessuti che di materiali sintetici. Ad esempio i tessuti tinti in massa refrattari all’acqua e anche assemblati in modo che l’acqua non si insinui tra giunture e cuciture. Quindi vale la pena fare un acquisto di qualità perché ha effettivamente prestazioni migliori dovute a una maggiore ricerca e cura del prodotto.

Lo studio ChiaramonteMarin è stato fondato nel 1989, come è cambiata la percezione del design e della casa?

L’approccio all’arredo cambia a seconda delle generazioni, i giovani hanno un approccio diverso rispetto a un adulto. In generale c’è comunque una maggiore consapevolezza da parte dei giovani nei confronti del design.

Lampada Plot Frame di Vistosi

Come definirebbe la sua casa?

Incompleta e in constante evoluzione, c’è persino una lampadina appesa a un filo in un bagno. Per il resto è ricca di oggetti, prototipi, arredi non necessariamente contemporanei. Mi piace far convivere moderno e antico, prima di tutto nella mia casa.

Lampade Knot di Brokis

In copertina Alfredo Chiaramonte e Marco Marin

Brokis Knot Cilindro
Hind Rabii Infinity Lampada
Vistosi Plot Frame
Emu Marcel
Emu Marcel

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