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2 Aprile 2025
I fondatori dello studio Mist-o raccontano le ultime collaborazioni: non solo arredo ma anche design di prodotto nel settore cosmetico.
Lo studio Mist-o è il punto di incontro tra Italia e Giappone, non solo per le origini dei suoi fondatori ma anche perché loro stessi hanno scelto di avere due sedi: Milano e Tokyo. Non ci sono limiti geografici al loro lavoro e anche la tipologia di prodotto che abbracciano è molto ampia. Tra le ultimissime collaborazioni raccontano quella con Living Divani per la collezione Kasumi e la sua estensione che sarà presentata al Salone del Mobile, con Zanotta per la seduta Daisy e il tavolo Ambrosiano e il brand di cosmetica Shiro.
Qual è la vostra formazione e anche la vostra vocazione, intesa come tipologia di progetto a cui vi sentite individualmente più affini?
Abbiamo entrambi studiato Industrial Design a Milano, dove ci siamo conosciuti, per poi lavorare per alcuni anni in diversi studi di design e architettura. Noa ha trascorso diversi anni nello studio milanese di David Chipperfield. Successivamente, abbiamo partecipato per due edizioni al Salone Satellite, un’esperienza che ci ha permesso di definire la nostra visione del progetto, incontrare persone e gettare le basi per l’apertura del nostro studio nel 2012. Fin dall’inizio, abbiamo lavorato su diversi fronti, principalmente nel furniture e product design, ma anche nella comunicazione del progetto—dalla grafica alla direzione delle immagini. Abbiamo sempre dato grande importanza a questo aspetto, fotografando personalmente i nostri lavori fin dall’inizio per raccontarli in modo autentico e privo di retorica, facendo emergere lo spirito dello studio e il nostro punto di vista.
La collezione Kasumi per Living Divani si estende oggi anche con divanetto e tavolini: qual è la vostra idea di living outdoor e come l’avete tradotta in questa collezione in particolare?
Il confine tra indoor e outdoor si fa sempre più sottile, come dimostrano i prodotti lanciati negli ultimi anni e l’evoluzione delle aziende, sempre più inclini a integrare soluzioni per l’outdoor nelle loro collezioni indoor. Questo indica una chiara richiesta da parte del mercato, e quindi delle persone, di spazi esterni con la stessa qualità, cura e attenzione riservate agli interni.
Al di là degli aspetti tecnici legati a materiali e tecnologie resistenti agli agenti atmosferici o magari ad un uso più intenso del prodotto, l’approccio progettuale resta lo stesso dell’indoor: cura dei dettagli, attenzione al gusto e ricerca della raffinatezza. Tuttavia, un prodotto outdoor si relaziona con elementi diversi rispetto a quelli di un interno. Può trovarsi immerso nella natura, tra giardini, alberi, erba, acqua, o semplicemente su un terrazzo, dove il contesto visivo è comunque differente da quello di un salotto.

Crediamo che un prodotto per l’esterno debba inserirsi con discrezione nel contesto naturale, portando il proprio carattere e stile senza sovrastarlo, ma dialogando in armonia con l’ambiente. Kasumi nasce proprio da questa riflessione: una collezione pensata per integrarsi armoniosamente negli spazi esterni, dove leggerezza e matericità sono gli elementi chiave. Pur adattandosi all’outdoor, preserva il comfort, l’eleganza e la cura delle forme e dei materiali tipici dell’arredo indoor.
Nella collaborazione con Zanotta, in cosa vi siete trovati in sintonia con la storia e la personalità dell’azienda e cosa avete portato di vostro?
La sintonia nasce dal fatto che Zanotta ha sempre posto il prodotto al centro, valorizzando le peculiarità di ogni autore; un approccio tipico del design italiano, che oggi sta evolvendo ma che ancora resiste in alcune realtà. Più che seguire un’idea di lifestyle, Zanotta ha sempre privilegiato design e innovazione. Pur trasformandosi nel tempo e assumendo una veste diversa rispetto al passato, continua a mantenere il suo spirito originario, adattandosi con equilibrio alle esigenze contemporanee, creando prodotti che possano vivere autonomamente, ma anche integrarsi tra loro per dar vita a un’atmosfera unica, rappresentativa dello spirito Zanotta.
Nel nostro lavoro, abbiamo cercato di sviluppare progetti in continuità con la tradizione dell’azienda, con un forte pensiero progettuale, costruttivo e culturale, ma reinterpretandoli in chiave attuale. Un esempio è il tavolo Ambrosiano, che reinterpreta la tipologia del tavolo da lavoro a cavalletto, già affrontata da Zanotta, come nel tavolo Bramante di Castiglioni, rendendola più efficiente e scalabile. Il risultato è un sistema versatile, capace di adattarsi sia agli spazi domestici che agli ambienti di lavoro.
Mi ha incuriosito molto la vostra collaborazione con Shiro, che tipo di approccio avete avuto in questo tipo di progetto?
È stata la nostra prima esperienza con un’azienda del settore cosmetico, ed è stato un progetto molto interessante. Abbiamo lavorato su diversi tipi di prodotti: dalle boccette di profumo ai prodotti per il make-up, fino a oggetti più legati al lifestyle, come contenitori per fragranze per la casa, e molto altro. Anche se il settore cosmetico è vicino al mondo della moda, la progettazione di questi prodotti richiede un approccio molto tecnico e razionale.
Si tratta di vero e proprio product design, simile a quello di dispositivi come cellulari o computer, soprattutto quando si parla di prodotti per il make-up. Sebbene la componente creativa sia fondamentale, la vera sfida sta nell’esecuzione. Bisogna lavorare con una precisione estrema, rispettando rigidi vincoli di costo, senza compromettere l’idea o la forma. Questi prodotti vengono realizzati in grandi quantità, richiedono investimenti in macchinari e stampi, e la progettazione deve essere al decimo di millimetro. È un processo molto complesso, ma ci ha offerto un’importante opportunità di apprendimento, insegnandoci come gestire e garantire la qualità in progetti di questo tipo.
Il Salone di Milano si avvicina, c’è qualche anticipazione che potete condividere con noi riguardo la presenza di vostri progetti nuovi?
La collezione Kasumi, già anticipata alla Living Divani Gallery, sarà ufficialmente presentata al Salone del Mobile. Inoltre, stiamo lavorando su una nuova collezione di contenitori in collaborazione con un’altra azienda italiana. Tuttavia, essendo ancora in fase progettuale, preferiamo aspettare prima di entrare nei dettagli.
Photo credit: per i ritratti Francisca Derqui, per i prodotti Tommaso Sartori; Alberto Strada; studio Mist-o