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Maison&Objet 2026: l’oggetto torna protagonista

3 Ottobre 2026

Maison&Objet 2026 Polspotten

A Maison&Objet 2026 convivialità, ironia e materiali preziosi trasformano gli oggetti in protagonisti dello spazio domestico, tra design e artigianalità.

L’edizione di settembre di Maison&Objet, appena conclusa a Parigi, si conferma uno degli appuntamenti di riferimento per il design internazionale. Tra le proposte di Giobagnara, Serax, Polspotten ed Editions Milano emerge una casa meno minimale e più personale, dove oggetti per la convivialità, forme ironiche, contaminazioni con la moda e materiali preziosi riportano al centro artigianalità, colore e funzione.

Maison&Objet 2026 Giobagnara

Giobagnara: il ritorno degli oggetti per la convivialità
A Maison&Objet, Giobagnara presenta una collezione che porta al centro il tema della convivialità attraverso oggetti pensati per essere usati, condivisi e lasciati in vista. Tra le novità ci sono le scatole Rolli, ispirate alla tradizione dell’ospitalità dei palazzi genovesi: contenitori modulari rivestiti in pelle, disponibili in diverse forme, dimensioni e combinazioni cromatiche. Il gioco è un altro dei protagonisti della proposta, con sette nuovi titoli che ampliano la collezione dedicata all’intrattenimento da tavolo: dal Sudoku al Go, fino all’Othello e alla dama cinese. Marmo, noce, Corian® e pelle definiscono superfici e dettagli, trasformando scacchiere e giochi in veri oggetti d’arredo. Una proposta che mette insieme artigianalità, materiali preziosi e una rinnovata attenzione ai rituali domestici, dal gioco alla conversazione, riportando l’oggetto al centro della vita quotidiana.

Serax: quando moda e design si incontrano
A Maison&Objet, Serax mette insieme linguaggi diversi, dalla ceramica al vetro, con un’attenzione particolare al segno grafico e al colore. Charly di Marie Michielssen porta sulla tavola ceramiche bianche decorate con motivi dipinti a mano, mentre Line-up di Annebet Philips traduce il gesto spontaneo dello schizzo in una serie di piatti e oggetti dalle pennellate blu.

Maison&Objet 2026 Serax

Silos nasce dalla collaborazione con Plan C, brand italiano di moda fondato da Carolina Castiglioni, e si concentra su una collezione di bicchieri dalle forme geometriche e dai colori decisi. Con Cameo In/Out, Maurice Harris lavora invece sul vetro, trasformando il tema del cameo in una serie di vasi dalle silhouette morbide e colorate: la forma prende ispirazione dai tessuti Kente, originari del Ghana.

Polspotten: quando l’oggetto diventa protagonista
A Maison&Objet, Polspotten porta avanti una ricerca che trasforma gli accessori domestici in presenze decorative ironiche e fuori scala. Il Beads Candle Holder è un esempio particolarmente evidente: realizzato a mano, combina una struttura in acciaio e alluminio con perle di vetro, in parte riciclato, assemblate una a una.

Il Fat Fish Jar gioca invece con la forma riconoscibile del pesce, trasformandola in un grande contenitore in vetro riciclato, pensato per conservare dolci oppure semplicemente come elemento decorativo. La stessa ironia caratterizza la famiglia Diving Duck, che porta sulla tavola la figura dell’anatra attraverso oggetti in ceramica dalle forme morbide e dalla lavorazione artigianale: nel Diving Duck Plate l’animale diventa parte integrante della superficie del piatto. Una selezione che conferma una tendenza sempre più evidente: gli oggetti per la casa non si limitano più a completare un ambiente, ma contribuiscono a costruirne il carattere.

Editions Milano: la materia preziosa diventa protagonista
A Maison&Objet, Editions Milano mette in evidenza il rapporto tra design, materiali nobili e alto artigianato italiano. Tra le novità, Ceremony di Neri&Hu interpreta i rituali della tavola attraverso alzate, caraffe, lazy Susan e set di piatti in marmo, legno e metallo, dove la funzione convive con una presenza quasi scultorea. Versilia Tris di Jacopo Simonetti porta invece al centro il marmo e la tecnica dell’intarsio: tre varietà – Arabescato, Emperador Dark e Bardiglio Nuvolato – vengono accostate per creare ogni volta un vaso dalle venature irripetibili.

Sul versante della riedizione, Magellano di Vico Magistretti, progettato nel 1971, ripropone in ottone con finitura palladio la forma sferica del vaso originale. Chiude la selezione Stone Imperfect, un’edizione limitata di soli 20 pezzi in Onice Messicano bianco, in cui inclusioni e variazioni naturali della pietra, normalmente considerate imperfezioni, diventano il tratto distintivo di ogni esemplare.

Maison&Objet 2026 Edition Milano