Scopri il nostro e-shop e accedi a un catalogo digitale di oltre 40.000 prodotti di design.
Vai allo shopBack to work | Effettua un ordine da 680€ o più e ottieni il 15% con il Coupon BTW15
1 Settembre 2026
Tra hospitality, residenze, retail, spazi pubblici e nautica, le collezioni Penta cambiano scala e configurazione, trasformando la luce in un elemento capace di definire l’atmosfera degli interni.
Una lampada può illuminare un ambiente, ma anche modificarne la percezione, accompagnarne i volumi e diventare parte del suo linguaggio. È in questa relazione tra oggetto e architettura che Penta Contract esprime una delle dimensioni più interessanti dell’identità del brand. Residenze, hospitality, retail, spazi pubblici e nautica diventano scenari in cui sospensioni, applique, lampade da terra e da tavolo assumono scale, ritmi e configurazioni diverse.
Un linguaggio, molti contesti
Cambiano le dimensioni, le funzioni e il modo di vivere gli ambienti. Anche la luce cambia ruolo: può raccogliersi intorno a un tavolo, accompagnare un passaggio, creare un punto focale in un volume importante o definire con discrezione un’area dedicata al relax.
La varietà dei contesti Contract mostra così la capacità delle collezioni Penta Light di adattarsi a linguaggi d’interni differenti senza perdere riconoscibilità. Forma, proporzioni, intensità e posizione contribuiscono alla lettura dell’ambiente, creando gerarchie visive e mettendo in relazione aree diverse dello stesso luogo.

La luce diventa ritmo
È soprattutto nella sospensione che il passaggio dall’oggetto alla composizione diventa più evidente. Alcune lampade Penta nascono come elementi autonomi. Nella ripetizione e nell’accostamento, però, trovano nuove possibilità espressive.
Glo, disegnata da Carlo Colombo, parte dalla purezza di una sfera di vetro e costruisce il proprio carattere attraverso riflessi, colori e dimensioni diverse. Riunite a differenti altezze, le sospensioni possono trasformarsi in un punto focale scenografico. La soluzione è particolarmente efficace nelle hall, negli ambienti hospitality e nei retail più ampi, dove la moltiplicazione delle sfere accompagna lo sviluppo verticale del volume e amplifica il gioco dei riflessi.
PH: Mr. Peter Baas and Ms Floor van Koert
Con Mom, il ritmo si fa più libero. Ispirata alle forme dei tradizionali vasi in vetro di Murano, la collezione combina sagome e tonalità differenti in composizioni dove volumi, altezze e colori costruiscono un’identità quasi grafica.

Un carattere che trova naturale espressione negli ambienti conviviali e negli interni in cui la luce può introdurre un accento decorativo più dinamico.
Materia, trasparenze e riflessi
Il dialogo con l’architettura passa anche attraverso la materia. Vetri trasparenti o fumé, superfici specchiate e strutture metalliche cambiano il modo in cui la luce si diffonde e il corpo illuminante si inserisce nel contesto.
In Wonder, sottili elementi in vetro borosilicato possono essere combinati in dimensioni, finiture e altezze diverse.
Ne risultano composizioni leggere e verticali, particolarmente adatte a scandire tavoli, banconi o isole senza appesantire visivamente l’ambiente.
La trasparenza del vetro lascia emergere la luce mantenendo un rapporto leggero con materiali e volumi circostanti.
PH: Stéphane Berthe
Con Mom Glossy, invece, le finiture specchiate oro, nero e bronzo riflettono colori, materiali e frammenti dell’ambiente, rendendo più fluido il confine tra lampada e contesto. Anche le varianti Fatty, Tall e Slim possono vivere singolarmente o essere riunite in composizioni libere. Trovano una collocazione naturale negli interni più sofisticati, dove superfici lucide e materiali materici costruiscono atmosfere ricche di profondità.

Dall’oggetto alla composizione
Cambiare scala non significa necessariamente aumentare le dimensioni. A volte è la ripetizione di un segno essenziale, o la relazione tra elementi diversi, a costruire un’impronta più architettonica.
Feel, disegnata da Sara Moroni, combina steli luminosi e dischi tessili fonoassorbenti in configurazioni che lavorano insieme sulla luce e sul comfort acustico. La possibilità di articolare dimensioni, colori e sovrapposizioni la rende particolarmente interessante negli spazi pubblici, nelle lounge e negli ambienti collettivi. Qui la composizione può scandire il soffitto con un segno grafico e, al tempo stesso, contribuire a rendere l’atmosfera più accogliente.
PH: Tomáš Dittrich
Un registro più intimo caratterizza Mamì, disegnata da Umberto Asnago. Il modulo ovale in vetro soffiato bianco attraversa le diverse tipologie della famiglia con una luce morbida e diffusa.
Nelle aree lounge, nei ristoranti e negli ambienti residenziali più raccolti, la sua figura accompagna l’ambiente senza dominarlo. Privilegia una luminosità avvolgente e un equilibrio misurato tra vetro e struttura.
È proprio il passaggio dal singolo elemento a composizioni più articolate a rendere interessante il rapporto tra le collezioni Penta e gli ambienti contract. Numero, distanza, altezza e disposizione modificano la percezione della stessa lampada, lasciando che ogni contesto ne suggerisca una diversa interpretazione.

Una luce che cambia con lo spazio
Nel mondo Contract di Penta non emerge un’estetica distinta rispetto alle collezioni del brand, ma una diversa scala di lettura. Le lampade conservano forme, materiali e dettagli riconoscibili, mentre il loro rapporto con l’ambiente si rinnova attraverso configurazioni, ripetizioni e accostamenti.
Dalla singola sospensione alla composizione scenografica, la luce decorativa entra così in una dimensione più architettonica: mantiene la propria identità, ma la mette in relazione con lo spazio che la accoglie.