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9 Settembre 2021
Un volume Taschen con circa 500 illustrazioni ripercorre la carriera dell’architetto giapponese dagli anni Ottanta a oggi
«Rispettare semplicemente la cultura e l’ambiente del luogo in cui sto lavorando». È così, con questo approccio all’insegna del legame con il territorio e un’attenzione particolare alla sostenibilità, che Kengo Kuma ha ideato alcune delle architetture più suggestive e degne di nota degli ultimi decenni. Soprattutto in Giappone, il suo Paese, dove ha dato alle nuove costruzioni un rinnovato vigore e una ritrovata leggerezza.

Una carriera lunga e felice, iniziata dopo dopo aver studiato a Tokyo e New York, che oggi l’architetto giapponese, nato a Yokohama nel 1954, ripercorre in una monografia edita da Taschen e curata con Philip Jodidio, direttore della rivista Connaissance des Arts per oltre venti anni. Un volume formato XXL, intitolato “Kuma. Complete Works 1988-Today” e arricchito da circa 500 illustrazioni comprendenti fotografie, schizzi e planimetrie, in cui il celebre progettista asiatico, fondatore dello studio Kengo Kuma & Associates, analizza in dettaglio progetti cruciali e opere ancora in fase di realizzazione.

E così, pagina dopo pagina, vengono fuori tutti i suoi codici e le sue priorità: dal suo essere sempre ispirato dalla tradizione ma allo stesso tempo saldamente ancorato al presente al fatto di essere riuscito a tradurre le abilità tecniche e le risorse locali in edifici al passo con i tempi. Dalla sua grande capacità di far emergere qualità inaspettate in ciascun materiale, come dimostra il Museo d’arte popolare dell’Accademia cinese di Belle Arti con tegole di scarto, all’essere promotore di una nuova architettura tattile caratterizzata, si legge nella presentazione, “da superfici accattivanti, strutture innovative e forme fluide che ristabiliscono una connessione tra le persone e la materialità delle abitazioni”.

Kuma. Complete Works 1988-Today
di Kengo Kuma, Philip Jodidio
Lingue: inglese, francese, tedesco
Cartonato cm 30,8 x 39
460 pagine, 150 euro
Nell’immagine di copertina: Yusuhara Wooden Bridge Museum, Yusuhara, Kochi, Japan, 2010. Copyright: © Takumi Ota Photography