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Una residenza costiera a Muscat, definita da luce e materia

Una residenza costiera a Muscat, definita da luce e materia

Affacciata sul paesaggio marino di Muscat, la villa si configura come una composizione unitaria in cui architettura, interior e luce convergono in una narrazione spaziale coerente.

Il progetto, curato da Carole Hakim Studio, interpreta il rapporto con il mare attraverso un linguaggio controllato e consapevole, costruito su precisione proporzionale, rigore e continuità. Un sottile souffle de vie attraversa gli ambienti grazie alla profondità delle superfici, alla luce calibrata e alla fluidità degli spazi, trasformando un involucro inizialmente neutro in una composizione architettonica autenticamente abitata.

Una residenza costiera a Muscat, definita da luce e materia
Time Span
2026
Location
Muscat
Architetto
Carole Hakim Studio
Interventi
Fornitura arredi
Status
Delivered


Il fulcro della casa è definito da un ampio doppio volume che mette in relazione living, dining e area bar in una sequenza fluida e continua. L’impianto distributivo evita separazioni nette, privilegiando una continuità visiva e percettiva che accompagna naturalmente il passaggio tra gli ambienti.

Proporzioni calibrate, luce naturale e ritmo materico scandiscono le transizioni spaziali, mentre le ampie aperture verso l’esterno mantengono il paesaggio costiero come presenza costante e filtrata, mai ridotta a semplice sfondo.



L’area living si sviluppa attorno a un’idea di comfort misurato.

Le sedute, dalle linee morbide e avvolgenti, dialogano con la scala dell’ambiente senza dominarla, mentre il pavimento in pietra e i tappeti definiscono le diverse funzioni con discrezione, senza interrompere la continuità del disegno complessivo.
La luce artificiale, integrata nell’architettura, accompagna lo spazio con calore e sobrietà, contribuendo a costruire un’atmosfera intima e coerente.





La zona pranzo introduce uno dei gesti architettonici più riconoscibili del progetto: una parete divisoria in ottone concepita come filtro spaziale più che come elemento di separazione. Questo dispositivo modula trasparenze e riflessi, instaurando un dialogo calibrato tra apertura e raccoglimento.

Più che un dettaglio decorativo, la superficie metallica diventa parte attiva della composizione, interagendo costantemente con la luce naturale e artificiale e contribuendo a costruire profondità e ritmo.



In continuità, l’area bar si configura come fulcro visivo dell’intero impianto.

Una lastra lapidea retroilluminata ne rivela le venature interne e la densità materica, lasciando che la luce attraversi la superficie e ne trasformi la percezione nel corso della giornata.

Qui la materia assume un ruolo narrativo: pietra, metallo e luce definiscono l’atmosfera, non come rivestimento, ma come struttura stessa dello spazio.





La scala assume un ruolo centrale, al tempo stesso funzionale e scenografico. Il suo sviluppo leggero e scultoreo guida lo sguardo verso l’alto, valorizzato da una composizione sospesa di elementi luminosi in cristallo.

La luce introduce movimento e profondità verticale, connettendo i diversi livelli della casa e rafforzando una percezione di continuità spaziale.





L’intero progetto è attraversato da una palette materica controllata, che ne definisce un’identità chiara e coerente. Travertino, legni chiari, superfici lapidee e accenti metallici sono scelti per la loro qualità tattile e per la capacità di reagire alla luce nel tempo. Ogni materiale contribuisce a costruire un ambiente pensato per durare, dove percezione sensoriale e nitidezza architettonica convivono in equilibrio.

La selezione degli arredi, sviluppata in collaborazione con Mohd, consolida questa impostazione progettuale. Ogni elemento è inserito con intenzionalità, pensato come parte integrante del linguaggio architettonico e non come presenza autonoma.
Funzione, proporzione e coerenza formale guidano la composizione, dando vita a interni che risultano compiuti ma autenticamente vissuti.



Nel suo insieme, la villa restituisce una visione contemporanea dell’abitare fondata sull’equilibrio: tra apertura e intimità, rigore architettonico ed emozione, luce naturale e artificiale.

Un progetto misurato e preciso, in cui ogni componente contribuisce a costruire un dialogo silenzioso e duraturo con il contesto circostante.

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